Passeggiata Adorno - Passeggio Aretusa

Morfologia dell'impianto e dati storici

Tale zona del lungomare acquista definitiva configurazione formale alla fine del XIX sec., in occasione della demolizione delle fortificazioni, che contornavano la città di Ortigia. Il cessare delle esigenze difensive ed i nuovi concetti di salubrità, benessere, piacevolezza della città ottocentesca pongono termine alla tradizione della città murata, protrattasi senza interruzioni dal V sec. a.C. al XIX sec.
Lo smantellamento delle mura, con l'occasione di permettere maggiore illuminazione ed insolazione degli abitati, di recepire aree libere per nuove costruzioni all'interno dell'antico nucleo e non in posizione decentrata, trova generali consensi. Il primo intervento di sistemazione edilizia, a partire dal 1860, è incentrato nella realizzazione della nuova marina fino al baluardo di S. Lucia, e completato prima della totale demolizione delle fortificazioni, avvenuto nel 1870.
Nel 1866 viene invece realizzato la Passeggiata Adorno. Per la realizzazione di questi due fronti venne demolito il tratto delle mura del Collegio, tra il Baluardo di S. Lucia e quello della Fontana, mentre le parti delle mura sottostanti vennero utilizzate come nuovo piano stradale della passeggiata e completate da una trasparente ringhiera metalllica di delimitazione.
Nel 1843 era invece già stata realizzata la nuova sistemazione del bacino della fonte Aretusa, con il profilo a semicerchio e l'impianto dei papiri. Tra il 1870 ed il 1872 viene infine realizzato il collegamento tra la fonte Aretusa e la Marina, collegando la zona del lungomare alla nuova edilizia del neonato quartiere umbertino. Vengono così realizzati i nuovi fronti di quegli edifici, originariamente solo parte retrostante delle abitazioni, che avevano l'ingresso su via Carceri vecchie.
La realizzazione delle nuove fronti sulla passeggiata determina quindi un'edilizia omogenea per periodo storico e generalmente per caratteri. La posizione privilegiata, rispetto al paesaggio trasforma le vecchie unità edilizie con il solo accesso dalla strada interna, in comode residenze a carattere borghese, illuminate, con ampia vista sulla marina.
Le favorevoli condizioni economiche di cui doveva godere la città in quel periodo sono testimoniate dalla presenza di due grandi alberghi. Il progressivo abbandono del centro antico nella seconda metà del XX sec. ne determinò la chiusura ed il lento progredire del degrado per le cessate attenzioni manutentive.

Passeggiata AdornoSeleziona l'immagine per ingrandirla


Caratteri dell'impianto e delle unità edilizie

Le unità edilizie su tale strada, sono caratterizzate da edifici generalmente di tre e quattro elevazioni fuori terra, con caratteri tipici delle costruzioni borghesi di fine '800, spesso in muratura a faccia vista, scandita in superficie dalla sequenza degli ordini; o con fasce bugnate a piano terra e finitura ad intonaco ai piani superiori, nei campi delimitati dalle lesene; altre unità mostrano rivestimenti in maiolica monocroma per i piani superiori, su basamenti intonacati a calce nel piano terra. Scompaiono qui i tetti alla Cappuccina, sostituiti da ampi cornicioni di coronamento.
Su Passeggio Aretusa, invece, generalmente gli edifici presentano gli ambienti di rappresentanza su via Carceri vecchie o su Piazza Duomo, mentre le parti prospicienti il mare ospitano gli ambienti di servizio all'abitazione.
Le facciate, orientate a O, presentano esposizione diretta al mare, e libera circolazione dell'aria. Forti correnti eoliche si avvertono solamente in occasione di venti da NO, non molto frequenti.

Tipologia dei rivestimenti e dei litotipi

I rivestimenti presenti sono poco numerosi, essendo la maggior parte degli edifici realizzati in muratura a faccia vista. I rari intonaci utilizzati sono costituiti da tipologie a calce colorate in pasta, dalla tinta rosa, e da un esempio di intonaco color rosso scuro, forse realizzato con sabbie laviche, comune ad alcuni edifici dello stesso periodo; i pochi restanti sono costituiti da intonaci a calce di tinta bianca. Due sono invece gli edifici che presentano rivestimento in maiolica all'esterno.
I litotipi presenti sono riferibili ad una Calcarenite tenera e molto erodibile, di colore giallo, utilizzata dalla seconda metà dell'800 in poi, e proveniente, probabilmente, dalle cave di Palazzolo, vicine alla città di Noto.

Degradi prevalenti

L'esposizione ad Ovest e la presenza di correnti d'aria, anche se limitate a periodi occasionali fanno sì che si verifichi una veloce evaporazione sulle superfici, con forti erosioni dei rivestimenti d'intonaco del basamento, ed anche delle murature di elementi lapidei, che si presentano in alcuni tratti fortemente alveolizzate. L'altezza del bordo di erosione dell'intonaco misura in tali fronti 3.50-4.00 m.
Efflorescenze diffuse sono visibili in molti degli edifici, o su elementi laterizi di rivestimento o sulle murature calcaree, a causa dello stato di abbandono di molti degli edifici. Tali fenomeni sono concentrati in presenza dei punti di smaltimento delle acque, per l'inefficienza o la rottura di essi. Assenti sono sia il fenomeno delle croste nere, perché le facciate sono su una via aperta verso il mare e quindi con una buona circolazione d'aria, sia il fenomeno delle patine biologiche, che caratterizza le superfici, con esposizioni N, NE, NO, E.

Caratteristiche ambientali:

  • esposizione delle facciate ad O;
  • strade aperte verso il mare;
  • altezza media degli edifici, costante pari a 3-4 elevazioni fuori terra;
  • assenza di forti correnti d'aria ad esclusione di non frequenti venti da NO;
  • elevato traffico veicolare.

 

 

 

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